ADDII: omaggio al pittore e poeta Michele De Luca (1954-2026)

 

[ Michele De Luca era nato a Pitelli, in provincia di La Spezia. Era quindi ligure come mio padre, anche se lui della Riviera di Levante e il mio genitore di quella di Ponente (Ventimiglia). E siccome io percepisco in qualche modo in me la ‘ligurità’ o ‘liguritudine’ della mia prosapia, quando ci siamo conosciuti una trentina di anni fa, a metà dei Novanta, è subito scattata una immediata simpatia tra noi, che è poi diventata amicizia e forte stima reciproca. Michele, docente all’Accademia delle Belle Arti, era già un artista noto, con una linea di ricerca visiva incentrata sulla pittura-luce che aveva avuto autorevoli endorsement, tra cui quello di Enrico Crispolti, e che è proseguita per differenza e ripetizione, per dirla con Gilles Deleuze, sino alla fine.

Ma poi De Luca che coltivava molti interessi (era stato da giovane un buon chitarrista elettrico), mi si rivelò, oltreché importante pittore, pure interessante poeta. L'arte della parola si affiancava a quella dell'immagine senza sovrapporsi, rimanevano due ambiti espressivi autonomi, ma con echi nascosti, forse, tra l’uno e l’altro.

A gennaio del 2022, peraltro, pubblicai su L’Age d’Or sette sue poesie inedite che mi aveva inviato per avere un riscontro.

Adesso che non c'è più, le voglio qui ripubblicare come omaggio alla sua scrittura in versi che andrebbe attentamente vagliata e rimeditata, alternando composizioni stilisticamente rarefatte, di straniata meditazione espressiva e poemetti sfrenatamente ludico-sperimentali come l’ultimo di questa selezione: “Cocaine Peninsular Blues”.

Con De Luca se ne va un altro artista coevo: allora ciao Michele, un caro abbraccio metafisico. M. P. ]

 

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PER PRINCIPIO

 

Ordine metallico

ordine vasto

metrica del dire                                                                                        

Rotolo di voce

panno leggero

per effetto di vento e limone

Tengo a dirti del rumore

della vasta semplicità australe

dell’apparire leggero d’un motivo

della sincera equazione addivenuta

Per poco che conti

la specie strana

la strada maestra

il duplice sentiero della sfida

Angolo di grazia

organo della memorabile presenza

Senza tatto né paura

volo solo

per principio.

 

(2013)

 

 

INFIMA

 

Le perenni crociere del tempo

l’epoca della solitudine e del malcontento

il terreno scivoloso

brama d’esistenza

di marasma e putrefazione

Gesto del fango

della polvere e della supremazia

Certi del presente

e del periodo piccolo

diluvio

degli avveniri.

 

(2011)

 

 

MNEMO

 

Sorge la matassa mnemonica

la sincera antitesi degli eroi

il fauno macroscopico

il silenzio di fama ulteriore

l’occhiale divelto

lucida digressione anagrammata

Nel turbine che dilava la maniera

pittura di fondo

trasparenza oleata

finto di raggiunta verità

quindi più vero d’ogni vero

e quindici volte inverato

Nell’endoscopia maggiore

nel carattere di seta

nell’idiozia negata

che fugge di frasca in frasca

Nel quadruplice canto della sfera

voce che si spegne e si ripete

senza limite e senza fine

senza fame d’indulgenza alcuna

La polvere del giorno

che si sgrama

sgranato d’argento ed emozione

e procede nella duttile

armonia della duplice sintesi

del conguaglio dei tempi

dell’avvenenza prossima

e ventura.

 

(2007)

 

 

IMPRESE

 

                                   Perché è molto diverso immaginare il cielo

                                   o svegliarvisi dentro all’improvviso

                                   Emily Dickinson

                                                        

Balza

d’uno sguardo d’assieme

l’acida sensorialità della pittura

emette sintesi di tempo

lunghezze d’onda redarguite

matasse di passione civilmente indiscutibili

patrimoni d’impotenza che d’occhio in occhio

scorrono nel frattempo

Escluderti dal pentimento

costituisce giudizio di sconto

ipotesi giaciuta nelle leve del pensiero

Duettare delle gamme

scuote ninnoli di pace

piccole filosofiche imprese

nella giornata densa

di minuti elargiti.

 

(2004)

 

 

 

SOLO DIRE

 

Cardine dell’acqua

periodo sostantivo

guardare d’accanto

l’analgesica futilità perduta

(corvo partorito da onde lunghe)

Nel sentiero dell’idea per poco

frammista di gocce di passione

di tergiversar di tracce

tutte lievi ma durature

nello svolgere funzione

Fabbrica molle

larva dell’ostacolo

frammento di percezione

che sola avanza in sito strano

di stagione assoluta

oltre la logica mendicità

d’ogni solo dire.

 

(2008)

 

                               

A PIAN DI VOLO

 

Vado a fiato d’ametista

paragone sincero a pungitopo spento

area quadrata in sviluppo verticale

e fasi dell’anno

che liquidano capitoli di pace

rullii e guastafeste di continuo

Giaci insieme a furia d’emozioni

il bianco quadro

le nozze del bue

la gesticolante prassi dell’estate

A pian di volo a onde di calore

a metodi d’applicazione empirica

funi che rotolano in conseguenza

Faccio pinza e travetto

foglio di carta corda tesa

mentre vago nel silenzio

esce l’ipotesi (la blaterata ipotesi)

il caldo diagramma di coscienza

il tempo sparito il vertice d’ombre

il dispiegarsi esterrefatto

del lucido interiore imperio.

                                                                                                                                                                              (2014)

 

 

COCAINE PENINSULAR BLUES

 

Cucca la checca chicco

cocaine bridge crock gold cocaine blues

cucca e  sbuccia il cucchiaio endemico ciocca la chiocca coca

(coccodì coccodè la taranta ha fatto il thè)

m’incoccolo d’immenso in ente italico in suburbia in buco del mondo

in frammisto spaccio e conseguenza

l’unione polveriera liberty europe bianco giudizio d’infinito

lecca la biacca senza buccia né bucintorio

a bocca a bocca a storta buccia a bucalosso

Coc(c)a mia coc(c) a doppia c stirata

accogli il covone la cucaracha spaurita incocati ancora saccarina furba

l’avvococato fittizio cocamministrato

amministracoca in banca e a casa

chiò chiò chiò il biancore invade la bandiera

(strato di mezzo a mezza misura stinta) tricolore spento di velo disvelato

a suon di coccole protratto a farina granosa a zucchero di chiccheri

a canna spenta a convulsione

 

Cuccabella chioccocò cip cip cip il cardellino frusto chicchera di cuccuma

ti sforna la padella ciocca oca imbìbita il tramonto

(a biancore sfatto a lume di giorno a sfilacciato crepuscolare)

stracervello sfarinato pepita d’ebete trastullo

in zucchero di canna a cannula candita

in cocacola idrogenata frizza di suo volatilizzata nebbia

stecca zecca triturata velo di manna pioggia di panna

(senza vangeli periodici in candeggina spicciola)

Organizzati meglio statalmanager inebetito

da indovuto stipendiame metà fuso in filigrana di naso

in polverama da nasucchio  (la succhio la succhio)

sono frogia d’argento filo allumato fistola di spazio

a suo tempo sazio a fil sottile di memoria dislucida memory

e di estasi dovuta e stitichezza e statica consulta e lunga e lunga

 

Succhia e risucchia fin alla canna dell’ipotalamo invertito

del talamo ippico dell’ippocastano del castracane

Sfatti di fiati a inspirazione raggelata mungi la sfera del respiro

inverti il soffio dentro la cannula capillare

capta il senso del chimismo miracolato a suono dato a fior di labbra congiunto

batti i denti crocodile rock a scimmia convulsa a brani equatoriali

danze di mistica diffrazione a trazione a traveggole avvenuta a cistiféllea spenta

a peso raggomitolata a inerzia e convulsione a canone d’affitto e conversione

a logica di spesa a disperata privazione a muto onanismo simbolico

a grattachecca calda a menta di sospiro a raffreddor da fieno

ad armonia da pungitopo a convulso consulto a fine sera

 

Canto alsaziano can di betulla a troia mista a vite sfatta

di filigrana esagerata di polverina white sugar white

e poveretta la polveretta popolar-coatta trita polvere sballottata

a biscazziere sordomuto a lunga mano di fata a logica di perdizione a sbando e a fine corsa

Tirati su tirati ora tirati via e tira-tira il nerbo arricciato dai il passo spacciato

(la guastafeste maltagliata)

il taglio a raso fresco la mano mattutina a rigor di coltello

Ciuccia la cosuccia incocata a naso spento

a imbibìta stasi a nasuglio e a nasaglia  a raffica enfiata a soffio di matassa

Cucca la chicca ciocca la cocaccia

componi la cochetta a linea nasata a strisce di seta

a geometria silfica a retta perfetta di puntiforme energia

spirale di tenebra sveglia cocaschizz cuccolandia esagerata chic

in chiasmo di chiarismo in sinecura spicciola

in camicia di cristallo tana sfiziosa a vizio di respiro ambito

(canto imbiancato a starnuto eccitato a brucior di pelle a sindrome a percussione a capillare spento)

senza vento percepita compro tutto compro l’infarinata elegia posteriore

compro la pratica di cervelletto amorfo

al foro bianco alla parte di ieri

alla diagonale mistica virata della narice successiva.

 

(2014)

 

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NOTA BIOGRAFICA

 

Michele De Luca è nato a Pitelli, La Spezia, nel 1954; morto a Roma a luglio 2026. Artista e poeta, lavora da tempo in pittura ad una distintiva e meditata linea di astrazione che vede nella luce un dato di costante riferimento. Ha esposto in gallerie, fondazioni e musei in Italia e all’estero. La sua parallela ricerca visiva e letteraria tende all’analisi delle forze primarie. Vive in Liguria e a Roma, dove insegna all’Accademia di Belle Arti.

Dagli anni ’80 sue poesie e materiali sono usciti sulle riviste: Lettera, Tracce, Nativa, Carte segrete, Salvo Imprevisti, Il Cavallo di Troia, Palomar, Artista-Arti segrete, Poiesis, Galleria, Terra del fuoco, Origini, Il Cobold, Il Falco letterario, Le Reti di Dedalus, Revista Conta, Sinestesie, Contact international, Fermenti, Malacoda; e nelle antologie: Trame della parola (la nuova poesia italiana degli anni ’80), a cura di Antonio Spagnuolo, Tracce, 1985; 1° Quaderno di Invarianti letteratura, a cura di Giorgio Patrizi, Antonio Pellicani Editore, 1989; Frammenti imprevisti, Kairòs, 2011; Enciclopedia degli autori di poesia dall’anno 2000, vol. 1, CFR, 2012; L’evoluzione delle forme poetiche, Kairòs, 2013; Glocalizzati, a cura di Ivan Pozzoni, De-comporre, 2014; Dieci anni VI, Limina mentis, 2017; Arte e scienza: quale rapporto?, La Recherche, 2020. Ha pubblicato: Non condirmi di senso, a cura di Alberto Casiraghi, Pulcinoelefante, 2008, il volume antologico Altre realtà, Poesie 1982-2007, prefazione di Stefano Giovanardi, Quasar, 2008; Episodi del diluvio, poemetto in dodici canti e tredici tavole a colori, Edizioni e Galleria Roberto Peccolo, Livorno, 2015; Parvenze, prefazione di Marzio Pieri, Eureka Edizioni, Corato, 2017.

 

 

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