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  diario d’autore (31): note random su d. di stasi; mao z. ; L. SUCCHIARELLI; e. audino; a. attisani, f. kafka; A. Orain; diritto della forza; guerra, patriottismo, d’annunzio; B. sebaste   di Marco Palladini   SEDIE A TEATRO ► 12 sedie è un titolo che non può non richiamare la celebre pièce del Teatro dell’Assurdo Le sedie di Eugene Ionesco, ma volendo pure il Teatro delle 13 File, il luogo mitopoietico a Opole in Polonia, dove Jerzy Grotoswki tra fine anni ’50 e metà anni ’60 dello scorso secolo mise a punto la sua rivoluzione d’avanguardia che venne siglata dall’etichetta di Teatro Povero. Povera, ma non culturalmente, è questa messinscena di un testo scritto e diretto da Donato Di Stasi e interpretato da Mimmo Surace, che ho visto al Teatro del Lido di Ostia. Sul palco solo alcune sedie di plastica (non dodici, ma cinque o sei), un tappeto di foglie morte, un telo di cellophane nero come quello in cui si ravvolgono miseramente i barboni, un attaccapanni e, ...
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  Ai e poesia: “Dreams of an electric Critic”   [ Dreams of an Electric Critic (Lithos Editrice, 2026) è una antologia a cura di Daniel Raffini, Britta Lenk e Carlo Caloro che rappresenta, a quanto ne sappiamo, il primo esperimento in Italia di ricorso alla Intelligenza Artificiale per generare testi di analisi critica applicati alle poesie di autori contemporanei. I poeti che, con due testi ciascuno, si sono prestati ad essere esaminati dalla AI sono i seguenti: Annelisa Alleva, Marco Colletti, Claudio Damiani, Sara Davidovics, Elisa Davoglio, Sonia Gentili, Barbara Giuliani, Gruppo 23, Matteo Lefèvre, Samuele Maffei, Tommaso Ottonieri, Marco Palladini, Antonio Francesco Perozzi, Gilda Policastro, Jonida Prifti, Irene Santori, Britta Lenk. A cui si aggiunge un breve testo del progetto sperimentale di Caloro “Я3ve3s0”. I numerosi interventi critici ed esplicativi ‘degli umani’ presenti nell’antologia, oltre ai curatori, sono a firma di Alessio Ragno, Lucia Testa, Filippo ...
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  No al deserto del desiderio e dell’impegno!     di Antonino Contiliano     Abstract   Il saggio analizza l’evoluzione della malinconia dalla perdita di un fondamento cosmico alla vertigine del soggetto moderno, privo di punti di riferimento stabili. A questa dimensione del rimpianto si affianca la tensione verso il futuro come campo di possibilità (“non-essere-ancora”), che nella società contemporanea viene neutralizzata dalla logica del consumo e dall’eterno presente. Oggi desiderio e memoria vengono svuotati, producendo una “meta-malinconia”: il rimpianto di non poter più desiderare autenticamente. Di fronte al “deserto” affettivo e progettuale, l’autore propone di abitare la tensione tra passato e futuro come nuova arte di vivere, trasformando la malinconia in saggezza e la nostalgia in resistenza creativa.     1.     Dalla malinconia alla vertigine del soggetto   La malinconia, sin dalle sue prim...
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  TEATRO: Un sofferto dialogo con la presenza/assenza del padre   di Desirée Massaroni   Un esempio di drammaturgia contemporanea in scena al Teatro Basilica di Roma con lo spettacolo Chi ha ucciso mio padre , derivato e adattato dal racconto autobiografico di Édouard Louis, giovane scrittore e intellettuale francese, classe 1992. La regia è del noto duo Daria Deflorian/Antonio Tagliarani, nato dall’incontro tra un danzatore e un’attrice che viene dal teatro sperimentale e che via via ha iniziato a lavorare sulla parola, calibrata, trattenuta. Un neo-teatro della conversazione che mescola la propria vera biografia personale e artistica con altre citazioni e visioni. E in questa linea la scelta del romanzo di Louis non solo trova una sua prosecuzione, ma evidenzia una ulteriore declinazione della concezione artistica del duo. La scena è nuda, spoglia, caratterizzata da una serie di ingombranti sacchi neri chiusi, rigonfi, tra i quali incede e poi avanza co...