doppio omaggio Per Lamberto Pignotti che ha cinque volte vent’anni di Marco Palladini [ In omaggio a Lamberto Pignotti che lo scorso 26 aprile ha compiuto cento anni, nello spazio La Camera Verde di Roma è stato presentato tre giorni prima un bel libro di suoi fotoritratti scattati da Enzo Eric Toccaceli, intitolato Dialoghi a colpo d’occhio . La pubblicazione era introdotta da una mia nota critica che qui riproduco. A seguire ripropongo pure la prefazione che scrissi dodici anni fa per la ripubblicazione del libro in versi di Pignotti Vita zero per la collana di ebook Onyx-Le Reti di Dedalus, da me diretta. ] ****** Chi ha scalato la cima Everest di un secolo di vita, può a giusto titolo fregiarsi del nome di ‘immortale’. Lamberto Pignotti è, appunto, uno di questi rari highlander che giunge a questa apicale vetta esistenziale perfettamente lucido, attivo, reattivo e creativo. Poliartista d’avanguardia tra immagine e parola, Pignotti ha dato...
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Il nuovo saggio di Franco Romanò: “Walter Benjamin fra modernità, ebraismo e comunismo” di Maria Teresa Ciammaruconi Franco Romanò narratore, poeta e saggista. È definizione attribuibile a molti di coloro che sono adusi a frequentare la letteratura e fare uso di penna – come si sarebbe detto un tempo. Certamente la produzione di Romanò annovera diverse raccolte poetiche, romanzi, racconti e molti saggi, questi ultimi accessibili nel suo blog www.francoromano.it . Ma l’aspetto più interessante di tale attività letteraria è il file rouge che collega le varie forme della scrittura con le coordinate filosofiche e politiche che a monte innervano il suo pensiero. Pertanto, la componente esistenziale ed estetica dell’Autore cerca il suo motivo di essere in una dimensione collettiva piuttosto che in una esclusiva autoreferenzialità di facile consumo. Considerato in quest’ottica, l’ultimo saggio di Romanò - Walter Benjamin fra ...
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POESIA O NON POESIA tra platone e heidegger di Marco Tabellione è fin troppo nota la condanna che Platone lancia contro la poesia e l'arte in generale, considerandole imitazioni di un'imitazione. Nella Repubblica dopo aver costruito un ideale di Stato sostiene che da tale società deve essere bandita la poesia. Si tratta di un'affermazione grave che non può non far soffrire i poeti, soprattutto coloro che vedono in Platone e nel protagonista dei suoi dialoghi, Socrate, un punto di riferimento sapienziale e una fonte di ispirazione. I motivi addotti da Platone per questa condanna della poesia sono due. Intanto, come detto, la sua teoria delle idee dimostrerebbe che se la realtà è una imitazione di idee che preesistono (ma già Aristotele contestava l'assurdità di questa affermazione) allora tutto ciò che imita la realtà, tra cui l'arte e la poesia, è un’imitazione di una imitazione, dunque ha un valore ancora più ridotto. Ma c'è un'altra motiv...
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Una interessante raccolta di note critiche sulle voci poetiche dialettali nostrane [ Biografia delle voci – Note su poesia in dialetto e lingue minoritarie d’Italia (PDE, 2026) firmato da Gian Piero Stefanoni, è un volume che raccoglie interventi critici, come specifica l’autore, che sono stati scritti prevalentemente nel periodo 2021-2022 e pubblicati su una serie di riviste e blog online con poche eccezioni precedenti e quella del testo dedicato ad Anna Maria Bacher che è un’aggiunta successiva, del 2024. Pubblichiamo qui di seguito la prefazione scritta da Lorenzo Spurio e uno dei brani di questo interessante compendio antologico. ] ****** PREFAZIONE di Lorenzo Spurio Particolarmente pregevole risulta questa raccolta di testi critici del poeta e saggista Gian Piero Stefanoni nella quale ha deciso di raccogliere suoi testi, tra recensioni e brevi saggi, su numerose opere e autori che si sono contraddistinti per la loro p...
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Una nuova collana di poesia: “E xtra V aganti” di Paolo Allegrezza “ExtraVaganti” è il nome di una nuova collana di poesia che da giugno 2024 è pubblicata da Vita Nostra edizioni. È dedicata ad autori che si collocano nel segno della sperimentazione e della contaminazione dei linguaggi. Propone monografie di poeti visivi e artisti che abbiano scelto di ibridare il proprio lavoro per attestarsi su una linea di confine mobile in cui i generi si dissolvono; non nel senso di un generico eclettismo, ma come messa in crisi dei linguaggi codificati e dell’odierno ossequio all’intrattenimento. È l’utopia dell’arte totale praticata sin dalle avanguardie del ’900 e ripresa in Italia anni dopo da Adriano Spatola e dal suo laboratorio del Mulino di Bazzano; un’idea del lavoro creativo come creazione di suoni distonici, allegorie del possibile, strade da percorrere con libertà. Secondo un superamento della dicotomia tra chi persegue l’eversione linguistica e chi ...