Ai e poesia: “Dreams of an electric Critic”
[ Dreams
of an Electric Critic (Lithos Editrice, 2026) è una antologia a cura di
Daniel Raffini, Britta Lenk e Carlo Caloro che rappresenta, a quanto ne
sappiamo, il primo esperimento in Italia di ricorso alla Intelligenza
Artificiale per generare testi di analisi critica applicati alle poesie di
autori contemporanei. I poeti che, con due testi ciascuno, si sono prestati ad
essere esaminati dalla AI sono i seguenti: Annelisa Alleva, Marco Colletti,
Claudio Damiani, Sara Davidovics, Elisa Davoglio, Sonia Gentili, Barbara
Giuliani, Gruppo 23, Matteo Lefèvre, Samuele Maffei, Tommaso Ottonieri, Marco
Palladini, Antonio Francesco Perozzi, Gilda Policastro, Jonida Prifti, Irene
Santori, Britta Lenk. A cui si aggiunge un breve testo del progetto
sperimentale di Caloro “Я3ve3s0”. I numerosi interventi critici ed esplicativi
‘degli umani’ presenti nell’antologia, oltre ai curatori, sono a firma di
Alessio Ragno, Lucia Testa, Filippo La Porta, Kevin Roitero, Vincenzo Della
Mea, Martino Manca, Noemi Rita Sanfilippo, Massimo Silvetti. Per un
inquadramento critico-teorico precipuo del libro pubblichiamo, per gentile
concessione dell’editore, la prefazione di Raffini, docente a contratto di
Digital Humanities presso l’Università La Sapienza di Roma. ]
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LitCritAI
alla prova della poesia contemporanea
di
Daniel Raffini
LitCritAI
è un bot di intelligenza artificiale pensato per simulare lo stile di un
critico letterario – nello specifico il mio – attraverso la somministrazione di
testi di critica letteraria che fungono da modello per il bot. La base, cioè il
modello di linguaggio sotteso, è un modello GPT; dunque, simile ai modelli di
IA generativa che siamo ormai da qualche anno abituati a utilizzare. Vari sono
gli esempi di utilizzo dell’AI generativa per la produzione culturale e un buon
numero di scrittori ha sperimentato integrando questi strumenti nella
scrittura. Tali operazioni hanno in alcuni casi avuto grande risonanza
mediatica, destando reazioni contrastanti che hanno contribuito a un ricco
dibattito. Quello che ci interessa qui è però qualcosa di diverso: non l’utilizzo
dell’intelligenza artificiale nel processo creativo, ma la sua applicazione
nella fase di interpretazione, cioè per la critica dei testi. Chi frequenta la
critica letteraria, sa senz’altro che non si tratta solamente di capire e
spiegare un testo a livello superficiale, ma di comprendere le strutture
profonde, cogliere i diversi strati di interpretazione, essere in grado di
individuare modelli, ispirazioni, tendenze, e soprattutto dare un giudizio,
stabilire una scala di valori che rendono un testo degno di essere letto,
studiato e tramandato. Utilizzare l’intelligenza artificiale per la critica
letteraria non è insomma un compito privo di insidie, e per questo occorre dire
fin da subito che lo scopo di LitCritAI non era di creare un sostituto
artificiale al critico umano, ma di aggiungere un nuovo tassello all’indagine
del rapporto tra i sistemi di intelligenza artificiale e i prodotti artistici e
culturali. Come banco di prova, si è deciso di mettere LitCritAI a confronto
con la poesia contemporanea italiana. Questo vuol dire con un panorama
instabile, la cui canonizzazione non è ancora avvenuta in maniera definitiva,
un territorio in gran parte ancora da esplorare. In questo senso il bot si è
confrontato con materiale che quasi sicuramente non è contenuto nei dati di
addestramento del modello GPT. In questo senso l’esperimento è stato volto a
comprendere le capacità del bot nell’analisi di un testo poetico e nel giudizio
critico. Occorre infatti, per valutare correttamente le prestazioni del
sistema, separare nettamente le due operazioni. L’analisi del testo è
un’operazione che contempla la comprensione del testo e delle strutture
narrative e formali che lo compongono; mentre per atto critico intendiamo
un’operazione di giudizio più complessa, in grado di individuare lo specifico
apporto di un testo rispetto alla tradizione letteraria e all’esperienza
estetica del lettore.
Torneremo
su questo punto, ma è bene tener a mente fin da subito la distinzione. Come
dicevo, si è deciso di mettere alla prova LitCritAI nell’analisi di testi di
poeti contemporanei. A tale scopo, abbiamo chiesto ai poeti che hanno aderito
alla nostra chiamata di fornirci due testi ciascuno. Una volta raccolto il
corpus poetico, abbiamo caricato uno alla volta i testi delle poesie su
LitCritAI, senza dati contestuali (autore, raccolta, data di pubblicazione), ma
semplicemente chiedendo al sistema di fornire un’analisi della poesia. Il
prompt è stato il seguente: «Ti sto per fornire il testo di una poesia, che
dovrai analizzare. Una barra obliqua / segna la fine del verso, un asterisco *
segna la fine della strofa». La decisione di segnare la fine dei versi e delle
strofe con appositi segni è stata volta ad assicurare che non venisse persa la
struttura delle poesie. In questo senso, si è notato come a seguito della
specificazione dei simboli di fine verso e fine strofa il bot riuscisse a
interpretare in maniera più coerente il testo dal punto di vista formale. Per
ogni poesia è stata ottenuta un’analisi generata da LitCritAI. I testi generati
sono stati successivamente ripassati al controllo umano, in un processo che
possiamo accostare alle tecniche definite human-in-theloop, in cui l’essere
umano interviene in diversi momenti nel controllo della produzione dell’output.
In questa fase ho proceduto ad annotare manualmente i testi generati,
evidenziando con tre colori le porzioni di testo, basandomi su valutazioni di
tipo stilistico e contenutistico: in verde sono stati segnati i passaggi
testuali che rispecchiano uno stile critico o un’interpretazione del testo
ritenuti accettabili; in rosso ho indicato le porzioni in cui si osservano
espressioni stilisticamente non appropriate o interpretazioni non accettabili;
in celeste appaiono i passaggi del testo che contengono elementi di particolare
interesse, che potrebbero contribuire in maniera produttiva all’interpretazione
della poesia. I testi generati di questo primo ciclo di sperimentazione,
annotati come descritto, insieme alle poesie a cui fanno riferimento sono stati
esposti presso ArtQ13 durante l’evento bit in versi, che ha avuto luogo il 22
novembre 2024. L’incontro è stato concepito come evento conclusivo della mostra
Inhale, postponing doubt; exhale., che era stata avviata il 20 maggio 2024 con
la presentazione del progetto gemello di LitCritAI, cioè ArtCritAI, un bot
sviluppato per emulare l’approccio critico della storica dell’arte Daniela
Cotimbo. L’evento del novembre 2024 si è aperto con l’esperimento di Я3ve3s0,
ideato da Carlo Caloro, che costituisce una sorta di contraltare a LitCritAI,
mostrandoci un affascinante tentativo di ri-umanizzazione dei processi
computazionali. La serata è proseguita poi nella forma di un classico reading
di poesie, nel quale i poeti hanno letto i loro testi e gli spettatori hanno
potuto esplorare lo spazio espositivo nel quale erano esibiti i testi critici
generati ed annotati. In questo modo si è voluto far dialogare la dimensione
umana e corporale della poesia, rappresentata dalla presenza fisica e dalla
lettura a voce alta dei poeti, con la componente artificiale rappresentata dai
testi critici generati da LitCritAI. Con questo gesto si è voluto sottolineare
che il dialogo tra componente umana e generazione automatica rimane centrale
nel momento in cui si affronta un oggetto artistico e creativo. Anche dal punto
di vista critico – come si è detto – le varie fasi del processo di generazione
sono state condotte sotto la guida di una forte componente umana, che si è
espressa in primo luogo dalla somministrazione al sistema di miei testi critici
come modello, in secondo luogo attraverso un’interazione con il sistema per
capire quale fosse il prompt migliore per ottenere un risultato soddisfacente
e, infine, attraverso la valutazione dei testi generati per mezzo del sistema
dei tre colori. A seguito dell’evento di novembre 2024, si è proseguito con la
messa a punto del bot e con la sperimentazione. In particolare, il sistema è
stato ulteriormente migliorato per quanto riguarda il riconoscimento dei versi,
la necessità di non fare riferimento diretto e me o ai miei testi e di
utilizzare i file contenuti nella file search come modelli stilistici per la
generazione di nuovi testi critici basati in primo luogo sulla lettura del
testo poetico invece che come fonte diretta di informazioni. In seguito a tali
miglioramenti il ciclo è stato ripetuto, fino ad ottenere i testi che trovate a
corredo delle poesie in questo volume, risultato ultimo di questo processo di
sperimentazione e miglioramento. I testi qui pubblicati, dunque, non coincidono
con quelli presentati durante l’evento bit in versi, ma sono il frutto di
un’ulteriore fase di messa a punto. Il volume che avete tra le mani è il risultato
ultimo del processo descritto e si comprende una serie di testi introduttivi,
le poesie dei poeti che hanno aderito, corredate dai testi di LitCritAI da me
annotati, un esperimento di utilizzo di LitCritAI sull’interazione tra immagine
e parola a partire da un’opera di Britta Lenk, un articolo di Filippo La Porta,
che analizza i risultati di LitCritAI dal punto di vista del critico militante
attento ai fenomeni legati all’automazione, e infine alcuni contributi
saggistici che esplorano questioni rilevanti per comprendere il panorama che si
muove attorno all’oggetto del nostro esperimento, redatti da esperti di diversi
settori. I contributi di Martino Manca e Noemi Sanfilippo esplorano la
dimensione filosofica ed estetica, Vincenzo Della Mea e Kevin Roteiro ci
mostrano un punto di vista tecnico, Massimo Silvetti affronta la dimensione
psicologica. In questo modo abbiamo ritenuto di poter dar conto, almeno in
parte, della dimensione interdisciplinare indispensabile per comprendere oggi i
fenomeni legati alla diffusione dell’intelligenza artificiale. Di fronte alla
necessità di valutare i risultati ottenuti, occorre specificare che i testi
generati da LitCritAI non sono definibili come testi critici in senso stretto e
sono invece più vicini a delle analisi del testo, che possono fungere da primo
approccio alla comprensione delle poesie. Bisogna infatti sottolineare ancora
una volta che l’esperimento di LitCritAI non nasce con lo scopo di creare il
critico artificiale – ben altri strumenti sarebbero stati necessari, e la
riuscita sarebbe tutt’altro che certa – ma quello di contribuire ad aprire uno
spazio di riflessione su come i sistemi di intelligenza artificiale possano
oggi influire sulla conoscenza, sulla rappresentazione del mondo e sul nostro
rapporto con gli oggetti culturali. Il crescente utilizzo dei sistemi di IA
generativa per la scrittura di contenuti e come strumenti di ricerca ci pone
oggi di fronte alla necessità di analizzare il fenomeno senza pregiudizi e con
un’attitudine attiva e conoscitiva, senza trincerarsi in posizioni
pessimistiche e apocalittiche che non hanno il potere di controllare davvero il
fenomeno. LitCritAI, e il volume che avete in mano, sono prima di tutto un
oggetto performativo, che materializza un confronto e una relazione dalle quali
oggi non possiamo fuggire. In questo senso va letto l’esperimento, e non come
un tentativo di sostituzione dell’essere umano. Non da ultimo, questo volume si
presenta anche come una ricca antologia di una buona parte della produzione
poetica contemporanea, fatta di poeti che hanno deciso di mettersi in gioco di
fronte alla novità e ai quali va l’ultimo ringraziamento.
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