“Satyricon 2000 - Tra scuola e bordello”
(Ispirato al Satyricon di
Petronio)
di Marco Palladini
Oltre
quindici anni fa per il multidrammaturgico
“Progetto Satyricon”, ispirato al romanzo di Petronio
Arbitro, ideato, diretto
e interpretato da Massimo Verdastro e sviluppatosi in varie tappe tra il
2009 e il 2012, scrissi il testo Satyricon
2000 – Tra scuola e bordello, che ha rappresentato un momento peculiare e
importante della mia scrittura per il teatro, per l’invenzione di un linguaggio
brachilogico allora derivato dal gergo giovanile degli sms e grazie
all’intreccio tra lingua e dialetto neoromanesco (di mio conio), ulteriormente
implementato con altri dialetti nella messinscena. Il testo da allora ad oggi
non è mai stato pubblicato, quello che qui presento non è, però, il mero
copione verbale dello spettacolo, ma anche il copione della scrittura scenica
che sopra il testo fu costruita dalla regia di Verdastro. Scrittura scenica
debitamente e puntualmente trascritta da Stefania Battaglia, scenografa,
costumista e, direi, factotum dell’intero progetto, che ancora oggi a distanza
di tre lustri rappresenta, secondo me, un ‘unicum’ della scena sperimentale
italiana degli ultimi quattro decenni. Un inedito, per gli usi teatrali
italici, è anche la pubblicazione di una scrittura drammaturgica intarsiata con
la scrittura scenica correlativa. Grazie a Stefania sono lieto di farmene
promotore ed artefice. Buona lettura. (m. p.)
*********
Copione
di scena
Prologo:
Encolpio e
Ascilto
SCENA
1:
“Scuola di Agamennone”
Ragazzo 1, 2, 3
Ragazza 1 e 2
SCENA 2
“Encolpio e Ascilto alla
Scuola di Agamennone”
Encolpio e Ascilto – Ragazzi -
Agamennone
SCENA 3
“Encolpio incontra la Maga”
Encolpio – Maga
SCENA 4
“Bordello”
Encolpio
– Maga – Maîtresse- Figuranti con cartelli/tariffario prestazioni sessuali
SCENA 5
“Albergo”
Encolpio- Gitone- Ascilto
SCENA 6
“Albergo”
Encolpio- Ascilto
![]()
PROLOGO
Encolpio e Ascilto
![]()
A - Una quindicina di copertine
di libri di grandi dimensioni sono distribuite sul palcoscenico. 3 di esse sono
praticabili, ovvero utilizzabili come sgabelli ( per Encolpio, - centro dx -
Ascilto – centro sx- e Agamennone –
centro sul fondo
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EFFETTO LUCE 1.0 EFFETTO
LUCE -
1.1 |
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Dopo qualche istante
PROIEZIONE SU TULLE VIDEO 1 (scene
urbane) |
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Dopo
circa 10 secondi - quando nel video la
vista del cavalcavia si sposta- ENTRATA TRACCIA 01 durata 30 sec. |
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B
prosegue proiezione video1
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EFFETTO
LUCE 2.0 |
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INDI EFFETTO LUCE 3.0 |
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FINE
TRACCIA 01 / DURATA 30 SEC / inizio monologo Encolpio |
||
ingresso
Encolpio e Ascilto dalla sala
C
Encolpio
e Ascilto a bordo palco
D
monologo di Encolpio (SX davanti palco)
Encolpio: Io Encolpio, sono
scappato al circo. Sono sfuggito alla giustizia. Mi sono macchiato le mani di
sangue eppure nemmeno la terra ha voluto ingoiarmi. Non mi ha preso il mare
feroce anche con gli innocenti. E adesso sono qui, senza un soldo, abbandonato
da tutti, in esilio dalla patria per colpa di chi? Di Ascilto, un ragazzo preda
di tutti i vizi. E che dire di Gitone? Si, quello quando doveva mettersi i
pantaloni lunghi ha preferito la gonna e le calze a rete. Ti amavo Gitone, ti
amo ancora. E non posso dividerti con nessuno perché sei parte di me, sei me stesso,
sei la mia anima e la mia anima è tua, per sempre.
monologo
di Ascilto
(DX davanti palco)
Ascilto:
Io, Ascilto. Nessuno mi ha mai regalato niente. Gitone è
morbido, ma non lo cambierei con la mia libertà. Finchè c‟è fortuna gli amici
ti fanno buon viso, quando se ne va si danno alla fuga più turpe. Che ne sa
Encolpio di quello che c’ho in testa. Non lo so neanche io. Sono libero come un
vento forte, di quelli che prendono la vela e la strappano. Non ho voglia di
pensare che sarà domani, io non so nemmeno che sarà oggi. Un bacio in bocca,
una mano in mezzo alle gambe e sono sicuro che sono vivo, almeno per il
momento, e tanto mi basta.
|
fine battuta ENTRATA TRACCIA 01 BIS/ DURATA
30 SEC |
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EFFETTO LUCE 3.1
|
Scena 1
“Scuola di Agamennone”
Ragazzi/ acronimi da sms/
dinamiche tra i libri
![]()
|
PROIEZIONE
SU TULLE VIDEO 2 (scritte in
latino) . Il
video 2 è la diretta continuazione video1- stesso DVD |
1-
2- Dalle
quinte dx e sx entrano i ragazzi con passo strascicato.
DA DX : Giovanni ( RAGAZZO 1) e Marco ( RAGAZZO 2) – Giovanni si siede sullo sgabello centro
dx
DA SX : Giuseppe (RAGAZZO 3), Tamara
(RAGAZZA 1) Valentina ( RAGAZZA 2) – tamara si siede sullo sgabello in fondo
|
FINE
TRACCIA 01 BIS/ DURATA 30 SEC /
inizio acronimi sms |
3-
Ragazza 1/ Tamara : Axitivo?
Ragazzo 1/Giovanni: Am cdfa
Ragazzo 2/ Marco:
Cvd?
Ragazza 2/ Valentina: Civepo…
Ragazzo
3/ Giuseppe: Czzvdpo?
Durante
la battuta di Giuseppe, Encolpio si sposta a sx
Ragazza /
Tamara: Pose hobidite
Ragazzo 3/ Giuseppe: Cpt
Ragazza 2/
Valentina: Bnok
Ragazzo 1/ Giovanni: 6 strnz
Ragazzo 2/
Marco: Nn rmp
Ragazzo 1/ Giovanni: 610
Ragazzo 3/
Giuseppe: Land mlmi relx
Ragazza 2/Valentina: Maqmiam?
Ragazzo 1/
Giovanni: Sn gdg
Ragazzo 2/
Marco: Amò cvdmo
Ragazza 1/ Tamara: Fs1f
Ragazzo 3/
Giuseppe: Dom frs
Durante
la battuta di Giuseppe, anche Ascilto si sposta a sx
Ragazzo 2/ Marco: Msidt
Ragazza 2/ Valentina : Midi
Ragazza 1 / Tamara: Mmie
Ragazzo 1 /Giovanni: Zzz
Ragazzo 3/Giuseppe: 6 ludemo
Ragazza 2/Valentina: Rpglti otdp
Ragazza 1 /Tamara: Lamè1come
Ragazzo 3 /Giuseppe: Int, bla bla bla
Ragazzo 2 / Marco: Sn ita, folleinnadt
Ragazzo 1/ Giovanni: Faqkev
Ragazza 1 /Tamara: Xfv, mccdi
Ragazzo 1 /Giovanni: Ptla… ptla ptla ptla!
Ragazzo 3/ Giuseppe: Ok, quscpins?
Ragazzo 2/ Marco: To!
Ragazzo 3/ Giuseppe: Tibasubo
Ragazza 2 / Valentina: Ta
Ragazzo 1/ Giovanni: Tibasubo
Ragazza 1/ Tamara:
Ta
Ragazzo 2/ Marco: Crkzz
Ragazza 2/ Valentina: Soc tiasp disc
Ragazza 1/ Tamara: Tvmdp (?)
Ragazzo 2/ Marco: Prox set
Ragazza 1/ Tamara: Tvtbte
Ragazzo 3/ Giuseppe: Cpvrokre mrc
Ragazzo 1/ Giovanni: mrc (?)
|
Sull‟ultimo
acronimo da sms ENTRATA TRACCIA 02/ house music |
Tutti:
cccccccc
4- Dinamiche
dei ragazzi tra i libri
Scena 2
“Encolpio
e Ascilto alla Scuola di Agamennone”
Encolpio e Ascilto – Ragazzi -
Agamennone
![]()
Encolpio
e Ascilto salgono sul palco e si
aggirano tra i ragazzi, ne imitano gli atteggiamenti sbeffeggiandoli.
EFFETTO
LUCE 4.0
Sull’inizio dialogo
ABBASSARE LEGGERMENTE TRACCIA 02/ house
music
Encolpio:
Ahò, ma che razza de lingua è? De che nazzionalità ssono?
Ascilto:
Alora nun capisci ’na mazza. So’ fiji come te de sta granne zoccola che se
chiamma mamma Roma.
Encolpio:
Cioè stai a dì che semo fratelli?
Ascilto:
Nonee! La linguazza è l’istessa nostra, solo che loro l’abbrevviano tutta. È pe
sparambià tempo, credo. Solo che questi nun ciànno ’n cazzo da fà tutto er
porco giorno, quindi me domando che ce fanno co sto tempo sparambiato.
Encolpio:
Ma sò dei mostri.
Ascilto:
Nonee!, sò li ggiovani d’oggi.
Encolpio:
E noi, alora, che semo? Dei vecchi?
|
|
Quando Ascilto si siede sul libro/sgabello EFFETTO LUCE 5.0
|
Ascilto
(sedendosi sul libro/
sgabello centro SX) :
Certo, questi sò
pischelli, sò già ’n’antra generazzione. Qui abbasta che te perdi ’n giro e sei
fòri ggioco. Noi nun semo trendi. Semo dei ppistola ’rugginiti.
Encolpio:
E cioè?
Ascilto:
Semo quei cojoni che se credevano de cambià ’a soccietà e che sò stati sparati
via da tutto. Che s’arrangiano giorno doppo giorno senza nisuna vera
prospettiva de vita.
Durante
la battuta di Ascilto, Encolpio si è seduto sul libro/sgabello centro DX
Encolpio: Sto preccariato perenne è ’na cosa trèmenna.
Stamo tutti a cercà de capì come svortà e intanto s’arigiramo in sto pantano de
città zozza e miggnotta.
Ascilto:
Che vòi, oggi un ber corpo conta mórto de più de ’n ber cervello.
Encolpio:
Ma sti ggeni der linguaggio anchillosato che ce fanno qua? Questa nun sarebbe ’na
scòla de rettorica?
Alle
spalle dei due, sul centro/fondo arriva improvvisamente da una quinta a DX
Agamennone, azzimato e sportivo col blazer color tabacco e occhiali
rayban.
Con
gesto imperioso/ braccia alzate segnala di interrompere la house/musica mentre
Encolpio e Ascilto sorpresi si alzano dai libri/sgabello e si voltano a
guardarlo. Continuano le dinamiche dei ragazzi tra e con i libri.
|
VIA
TRACCIA 02/ house music |
|
EFFETTO LUCE 6.0 |
Agamennone: Una
volta, figliolo, una volta, i tempi sono cambiati, bisogna aggiornarsi.
Ascilto
(sarcastico): E lei ha ’ncominciato
dar ppelo per comme me ce la vedo (alludendo
alla calvizia del pedagogo)
Agamennone:
Tutto fa brodo per tenersi a galla. Oggi il look è fondamentale. E poi questo
istituto mica prende soldi dallo stato. Io i quattrini per mandare avanti la
baracca me li debbo procacciare con gli sponsor e con i figli dei ricchi che
possono permettersi di pagare l’iscrizione. Ma… con chi ho l’onore di parlare?
Encolpio:
Me chiammo Encorpio e lei invece sarebbi er prof. Aggamennòne?
Agamennone:
Per servirvi. Piuttosto… in che cosa posso servirvi?
Encolpio
si risiede sul suo libro/sgabello al
centro DX
Ascilto:
Gnente, eravamo
vegnuti a dà ’n occhiata. Si risiede sul
suo libro/sgabello al centro SX Ma se nun è ’na scòla de rettorica, che d’è sto pposto?
Agamennone:
È una ‘clinic’ glottologica nonché orto ed eterofonica.
Encolpio:
E cche vòr dì?
Agamennone:
(togliendosi i rayban) È un istituto che studia le trasformazioni del
linguaggio e della comunicazione e i relativi disturbi.
Ascilto:
Pe curalli?
Agamennone:
Insomma… per capirli innanzitutto (Avanzando
verso il centro proscenio) e poi, certo, anche per aiutare le persone,
questi giovani a ritrovare, ma senza imposizioni coercitive che non funzionano,
un loro equilibrio comunicativo col mondo. È questa la ‘mission’ che mi
affidano i genitori di questi ragazzi con i quali c’è un muro. Non riescono
proprio letteralmente ad intendersi.
Encolpio:
Ma sò tutti messi accusì male sti ggiovani artolocati?
Agamennone:
Anche peggio, se per questo.
(si volta spalle al pubblico e
ritorna verso il fondo scena)
Ce n’è uno,
soprannominato “er Trimalcionetto”, che come si dice a Roma “zagaja”, balbetta
e quando parla questo linguaggio brachilogico non si capisce veramente un tubo.
Con lui c’è da faticare le sette camicie.
Ascilto
(ridendo): E che je fai a ’n attrezzo
der ggenere?
Agamennone:
Questo attrezzo, come lo chiami, è figlio di uno ricco sfondato.
(Avvicinandosi allo sgabello di Ascilto) Uno venuto dal basso, dal generone, che
adesso controlla gli appalti di mezza città ed è ammanicato con tutta la classe
politica. Da destra a sinistra, lui dà bustarelle a tutti.
Encolpio:
Giusto pe nun fà ttorto a nisuno.
Agamennone:
(Avvicinandosi allo sgabello di Encolpio)
Proprio così, venendo dalla plebe, lui ha capito come gira il mondo. È un mezzo
analfabeta, ma tra imprese, palazzi, ville, tenute, superyacht e quant’altro,
riposa su una montagna di miliardi. Dà delle feste che durano tutta la notte, a
cui partecipa, si può dire, tutta la Roma che conta.
Nel
frattempo i ragazzi cominciano gradualmente e non simultaneamente ad uscire di
resta. resta solo Tamara che continua a muoversi a fondo scena
Ascilto:
E se ritrova sto fijo defficiente?
Agamennone:
Si dice soggetto diversamente abile-parlante.
Encolpio:
Sì, prof. nun je dia retta, è ’no sscostumato… fà sempre er vantone, er cinnico
supperiore, ma de fonno è ’n qualunquista tippico: franza o spagna purché se
magna.
Mentre
Encolpio lo sta denigrando, (è ’no scostumato...) Ascilto si alza in piedi minaccioso di profilo
rivolto a Encolpio. Sulla battuta “è ’n qualunquista tippico‟ afferra il suo
libro/sgabello come per lanciarlo su Encolpio.
Agamennone:
ehh (stoppa , braccia
alzate, il gesto di Ascilto)
Volete fare i radical,
i no-global, gli alternativi,
(avanzando
verso il centro proscenio dove si ferma )
ma si capisce al volo
che siete a terra, che c’avete al massimo l’occhi pe piagne.
Encolpio:
Ma noi armeno, c’avemo provato a cambià er monno. È che cià detto male.
Agamennone:
Rivoluzionari da operetta. Patetici, sprovveduti, velleitari. Quattro libri mal
digeriti e pensavate di poter dare l’assalto al palazzo d’inverno.
Encolpio:
E lei alora? Co’ tutta la su’ curtura e la su’ ’ntelliggenza nun sta a corte de
li cafoni arricchiti, de li burrini aripuliti? Nun se deve ’nchinà alla
proggenie de sti pidocchi arifatti?
Mentre
Encolpio, sempre seduto sul libro/sgabello parla, Agamennone ritorna verso il
fondo
Agamennone:
Mio caro, come aveva previsto quel grande poeta morto ammazzato, questo è il
risultato della mutazione antropologica di questo paese. O te ne vai o ti
adegui. Oggi la cultura è pura merce. O trovi un modo per scambiarla nel grande
mercato dei bisogni sociali o sei un morto di fame. E io non ho la vocazione
del fachiro o dell’asceta.
(si
siede sul suo libro sul fondo al centro)
Mentre
Agamennone parla, Ascilto si distrae, adocchia una squinzia in hot pants da
sballo (RAGAZZA 1/Tamara) e si distacca dai due, andando a rimorchiare la bambolona sul fondo a SX.
Encolpio:
Ma nun c’è proppio nisuna speranza? ’Ndove stanno li maestri de ’na vorta?
Quele figure austere, quasi saccrali, che te illuminaveno co ’na lezzione de
penziero che era anco ’na lezzione de vita. ’Ndove stanno li granni fillosofi,
li ppoeti magni, li dotti ummanisti che te ’nzegnaveno la vera ettica e
appraticaveno l’arte subbrime de la rettorica? Dove stanno, eh prof?
Ascilto
nel frattempo ha sollevato la ragazza. Abbracciati e sbaciucchiandosi escono
dalla quinta in fondo SX
EFFETTO
6.1
Agamennone
( alzandosi dal suo libro/sgabello)
Ma quanto sei tu
vecchio ed ammuffito con questa retorica d’antan. È proprio vero che i
sovversivi falliti si tramutano tutti in reazionari lagnosi. Il mondo, mio
caro, va avanti a prescindere dalla tua volontà. (Si dirige verso DX con andatura decisa)
Encolpio:
A me me pare che sto monno va ’ndietro, no avante.
Agamennone
(molto mobile nello
spazio) In ogni caso si trasforma incessantemente, che ti piaccia o no. La
mia ‘clinic’ non è soltanto un ricovero per giovani ricchi spostati. Come
diceva il Lacan: l’inconscio si struttura come un linguaggio. Dunque,
esaminando i diagrammi delle brachilogie intralinguistiche dei soggetti sotto
analisi, possiamo risalire ai modi in cui si struttura il loro inconscio.
Decostruendo la loro psico-semiotica possiamo, poi, provare a ricostruire un
loro approccio verbale con il mondo. Magari scoprendo che non si tratta
soltanto, come si dice superficialmente, di aberrazioni del linguaggio, ma di
modalità creative di sintesi che si sviluppano in certe sottozone dell’Area di
Broca che, come avrai sentito dire, è la parte del cervello che sovrintende
alla produzione della parola.
Sul
finale del monologo di Agamnennone Encolpio si alza dal suo libro/sgabello e si
dirige verso il centro del palco
Encolpio
Già, pecché l’ommo è sto scimmione evoruto in grado de autoapprenne e poi de
passà le nòvve connoscenzie ar prossimo. Allomini der futuro.
Agamennone:
Esattamente.
Encolpio:
Sì, però a me me pare che sto futturo sia preoccupante assai.
Agamennone
Noi siamo scienziati del linguaggio,
(avvicinandosi
lentamente a Encolpio)
non siamo giudici o moralisti che decidono cosa è bene e cosa
è male. E non capiscono nulla di quello che sta avvenendo intorno a noi. Se
vuoi orientare il futuro, prima lo devi comprendere. Se no si finisce ad essere
un beota come te.
Encolpio:
(cammina velocemente verso DX, volgendo
le spalle a Agamennone, si ferma e si volta) A sor mae’ nun sarò ’n
aqquila, ma bbeota no. (ritornando verso
il centro, mentre Agamennone arretra verso SX)
Quelo che me stà a dì
lo cappisco… ccerto che lo cappisco.
Agamennone:
Te la sentiresti allora di seguire un paio di nostri clienti? E sottolineo
clienti perché pagano bei verdoni e li devi trattare con massimo rispetto e
attenzione, come fa un cameriere in un ristorante di lusso con i ricchi
commensali.
Encolpio:
Io pe mme, pe comme sto messo, me metterei puro a scopà pe tera.
Agamennone:
Va bene allora. (dirigendosi verso DX)
Vieni domattina. Alle
nove in punto. Ti prenderò in prova. Ti darò tutte le indicazioni metodologiche
e vedremo come te la cavi.
Encolpio:
Grazzie prof, lei è un granne, io l’avevo capito subbito che lei era un
grande…
Agamennone:
Domattina alle nove in punto. Mi raccomando la puntualità. Io non
transigo.
(esce
rapidamente quinta DX)
Encolpio:
Nun la delludderò. Grazie prof, grazie!
Encolpio
resta solo
Sulla battuta “Grazie prof, grazie! ” VIA PROIEZIONE
VIDEO 2
(scritte
in latino) .
Scena 3
“Encolpio incontra la Maga”
Encolpio – Maga
![]()
Monologo
di Encolpio in proscenio al centro. - Contemporaneo
CAMBIO SCENA a luci basse: i
ragazzi portano via i
libri attraversando il palco da DX a SX e viceversa mentre
dal fondo SX inizia, su una luce di taglio bassissima, l‟ ingresso della Maga
Sulla
prima battuta “Ma quer fijo de madre
ignotta frascica” EFFETTO 7.0
Encolpio:
Ma quer fijo de madre ignotta frascica de Ascirto ’ndov’è fernuto? Ahò, quanno
le cose se fanno opperose quelo nun c’è mai. Chi sa ’ndo cazzo sta co la su’
bboria.
(togliendosi
la giacca che tiene poi con la mano sinistra ) E
certo, comme dice er profe quelo è ’no sfigato voja-de-lavurà-sàrtame-addosso
che porta ’a sfiga puro a chi je ssta vicino. Vale a dì io me, Encorpio, ma co’
tanta voja de levamme da le palle sta sfiga, sta mmiseria, sta mmerda che m’avvelena
l’anema.
|
Lento EFFETTO 8.0/ avanzamento MAGA |
dal
fondo scena SX, la Maga avanza
lentamente,
trascinando una sedia
Tiè, guarda che d’è sta
città ffogna, ’n fiumme de traffici e de trafficanti, coca a sfascio, e gnente
più nobirtà, vallori, ammor de sé e de patria. Tutti all’abbuscamose tutto nell’hicchete
et nunchete, e stamo a preparà ’a fine der monno. Ma… speramo che stavorta
riesco a svortà perché io nun je la faccio più ad annà avante accusì…
La
Maga si ferma sull‟asse Sx, circa a metà palcoscenico
Ahò, piutosto, ’ndove
debbo annà? Che mica me ricordo ’ndo sta quela sstamberga a ’na strella ’ndove
m’ha trasscinato ierrisera Ascirto. Che poi lì m’aspetta puro er Gitoncello
mio. A chi chiederebbi?
Encolpio
si volta e compie un paio di passi verso il fondo, poi si gira e torna subito
in proscenio
sulla battuta di
Encolpio “an vedi c’è una Maga”
EFFETTO 8.1
Anvedi c’è ’na maga, e
chi mejo de lei che te preddice er futturo…
(Si
rivolge alla donna) Scusi sora fattucchiera,
siccome che me sò perzo e nun so di sti parraggi, me saperebbe dì, visto che
lei ’ndovvina tutto,’ndove sta l’arloggio mio?
Maga:
Piccolo, stupido padliez, tu prende me per mio culo, sì? Tu
cierca ruogna. Vuoi che tuo grosso, bianco deretano guardi cielo, sì?
Encolpio:
no, scusasse, nun la voglio coglionà. È che nun so pratico der posto e nun so
proprio a chi chiede.
Maga: Tuo
giorno muolto fartunatissimo questo, incontra me che trova te bello ragazzo,
anche se dovrei mettere tuo ruossa testolina sotto acqua gelata, sì! Vieni con
me, io porta te in uno muolto belo posto dove ogni buco è buono per fare metti-
leva, leva -metti, da.
Encolpio:
La ringrazio sora maga, nun so come sdebitamme. Certo a me me
sa che un tempo l'ommini facevano la fila per fassse legge le carte da lei.
Maga:
Tu muolto malandrino e anche muolto ben fornito là sotto tua
mutanda, vedo. E sicuro, sicuro, tu è pronto a lasciare piccola cosa per cosa
grande assai!
Ah, ecco, parla, parla
e siamo arrivati.
Encolpio:
Guarda maga che te sei sbajata, ma che d'è sto posto?...Io
nun ce so mai vegnuto e poi che ciànno scritto la sopra? A me nun me pare n’hotel.
Maga:
Entra, entra, jaraguoi! Che poi dici me grazie, gaspagià,
grazie. Questo è posto dove grazioso budello di tua piccola madre ha lavorato,
muolto lavorato. Entra, entra che poi dici me spasiba, dama, spasiba.
Scena 4
“Bordello”
Encolpio – Maga – Maîtresse-
Figuranti con cartelli/tariffario prestazioni sessuali
![]()
Dopo
ultima battuta Maga “spasiba, dama,
spasiba” EFFETTO 9.0/ ENTRATA
MAITRESSE lato DX
La
Maga ed Encolpio rimangono fermi nelle loro posizioni mentre dalla quinta
centrale a DX esce la Maîtresse con in mano il cartello rettangolare con
indicato il prezzo della prestazione sessuale mano.
Maîtresse:
Andàn! Andàn! Bèla zant! Andàan! Andàn!
Namo Signorri,an pirdàn
dal tamp.
Cl’ e totta cheran
frasca ed premma scelta.
As casca béne qué: ste ragazòli
i fan resuscitare al pistulein anch’ d'un mòòrt
Andàn! Andàn bèla zant!
Andàn! Andàn!
|
dopo la battuta della MAITRESSE “Andan bella zent, andan, ANDAN” ENTRATA TRACCIA 03/Satie |
|
EFFETTO 10.0/ ENTRATA CARTELLI |
La
Maîtresse si sposta lateralmente verso il centro, facendo oscillare lievemente
il suo cartello Encolpio indossa la giacca e si sposta lentamente in PROSCENIO
a DX
la
Maga trascina la sedia in proscenio, a SX, si siede di profilo, estrae i ferri da calza e lavora a maglia
Figuranti
in slip nero con grandi cartelli
stradali sui quali sono riportati i prezzi delle prestazioni
sessuali entrano dai lati SX e DX della
scena e si distribuiscono sul fondo della spazio.
Da
SX entrano:
Tamara
con cartello rettangolare- TETTE -posizione FONDO SX,
Ascilto con cappotto e
cartello tondo – CULO – posizione FONDO AL CENTRO
Giovanni con cartello triangolare – FICA-
posizione INTERMEDIO SX
Da DX entrano:
Marco con cartello romboidale
– CAZZO- posizione fondo DX,
Giuseppe con cartello
ottagonale – BOCCA- posizione INTERMEDIO DX
mentre la Maga trascina la
sedia in proscenio, a SX, si siede, estrae i ferri da calza e lavora a maglia
|
VIA
TRACCIA 03/Satie |
Quando
Figuranti e Maga sono posizionati
Maîtresse
(al centro)
E té al mi giuien? An t’ho
mai vést premma, it noov? Té queè tà tròòv una poetassa, una gran poetassa! (appoggia rumorosamente un lato del cartello
a terra e vi si appoggia ) Mo té tal seè che mé a’ so totta la diveina
cumédia a memòria?
(Encolpio accenna ad
avvicinarsi alla Maitresse, ma viene stoppato con un gesto imperioso) Zeitto!
Stai zeitto!
“in tal mez dal camiein
ed nostra vétta,
Am trouvè int’ un’ bosc’
bur’ chàn si ngnéve fòra porché ai aveva pérs la strè c’al na dretta ah quant’adir
cum l’èra zért l’acòre
cal bòse selvadigh pein
dìintriigh e totti el sòrt che in tal mi còòr l’arnòva la mi pòra
ed ecco all’impruviiis,
jum’ veinig’ cauntar trai biistii una làonza, un liàn e una luuva...”
Encolpio:
Brava, brava, bravissima!
Maîtresse
( dirigendosi verso la posizione in
proscenio a DX di Encolpio) Grazie! Grazie!
(dando
il cartello mano ad Encolpio e ritorna al centro) Dai
mò dev na mòsa, che al servizietto as fa presto e bàn. L’è al motto dla casa:
sudista o rimbursè!!! An fag brisa par vantarmi, mo mé an nò mai ridè indietr i
quatrein a inciòn.
E té, té, tal sai té la
diveina comédia?
La poesia té t’al trovi
que: al va dàntar e fòòra da stà bocca!!!
Si
dirige verso Sx e si ferma un attimo
“Par me as va in la zité in tal piarnt imeersa, poi avvicinandosi alla Maga e fermandosi alle sue spalle. La Maga smette di sferruzzare e guarda il
pubblico
par me as va in al
dulaur cl’ ha n’à mai fein, par me as va tra la zant cl’è bel e persa nu eter a
sàm gnò què, in sre post ca t’ho datt che te vedrai d’la zant pein ad dulaur
chi an pers al ben del’ inteleet al seél in zocca si dirige lentamente verso il centro qué suspiir, pianti a etar
guai
divèèrs linguag,
bròòtti storie, dei scatti pein ed rabia, dal voci èlti a baass. Lasè ogni
speranza uo tott ca vgni que dantar”
Si pulisce uno sbafo di rossetto Che
que i ariven totti i capurion, i vips, i poletich, gli attur del cinema, tott’i
al fior fior de li malandra de Roma!!!!
Dai mo’ avanti,
scegli!
Si
dirige verso Encolpio che è sempre fermo in proscenio a DX
Appoggiato
al cartello rettangolare Mano Ma t’ I’ é i baiuuch? I
suldein? Eh?!
Me par fért un piasair
al masum at poss fèr un bonus d’ un bel pumpein!
Encolpio:
No, ce sta ’niqquivoco… stavo a cercà ‟nammico mio e, nun so comme, m‟hanno
portrato qui…
Maîtresse:
I han indvinè se l’amig
l’é cumpagna até, se ti assomiglia. Te n’aria dà allupè...e cum’el al to amigh?
Encolpio:
Cià più o menno l’età mia, ma è più arto riccio, secco secco…
Maîtresse:
mo sé, bi cavì, bei capelli. Qual cl’é gno dantar premma con Tatiana. A tal
ciam sobbit.
La
Maitresse si riprende il cartello e ritorna al centro,
stessa posizione inizio scena Entrata cartelli
L’e
bella mezzoura cal stà so in camera e al m’ha paghè soul prun’a svilteina, sto
paraculo!!!!
Andàn! Andàn bèla zant
! Andàn! Andàn
Durante
quest‟ultima battuta i Figuranti con cartelli si dispongono di profilo, rivolti
verso il proprio lato DX o Sx di ingresso.
|
dopo
la battuta della MAITRESSE “Andan bella zent, andan, ANDAN” ENTRATA TRACCIA 03bis/Satie |
|
lento sulla musica EFFETTO 11.0/ USCITA CARTELLI |
Tutti
i Figuranti escono con la stessa coreografia dell’entrata, eccetto Ascilto,
rimasto al centro sul fondo con il cartello CULO che avanza in proscenio,
poggia terra il bastone del cartello e comincia a parlare sulla TRACCIA
03 bis che SFUMA lentamente circa dopo la battuta “è ’n vero ciclon de ffregna sta
tattiana.”
2- dialogo tra Encolpio
e Ascilto con cartello in spalla o a terra e in varie posizioni della
scena
Ascilto:
Oh, ciò la bbestia ancora ’n tiro. Quellla stronza de la mèttresse m’ha ’nterrotto
mentre me la stavo a montà pe ’a terza vorta…
’N vero cicclone de ffregna sta Tattiana…
|
VIA sfumando lentamente TRACCIA
03bis/Satie |
Encolpio:
Chiii?
Ascilto:
Ma sìì, quella che te l’ho ’ncocciata ne
la scòla der sor Aggammennone… ’na studentessa, me creddevo… solo che pe
arrottonnà, dichi lei, fa ppuro ’a miggnotta… Oh, pare che armeno ’a mmetà de
le studdentesse de Romma battono.
Encolpio:
Inzomma, hai rimorchiato ’na troja. Comprimenti.
Ascilto:
Che vòi fà? Questa è la Romma modderna, piacians o nun piacians…. E si permetti
a mme me piacians.
Encolpio:
Ma comme l’hai pagata che qui stamo co le pezze ar culo?
Ascilto:
Ho fatto er movvimento… Sò annato in un bar de froci… e subbeto me s’è
avviccinato ’n tipo bbrizzolato in giacca e cravatta, ’nsomma ’nu ricchione co’
la barba che ha iniziato a massaggiamme le chiappe…
Encolpio, si sposta a Sx
palcoscenico passando dietro Ascilto
Io j’ho
fatto la mossa de stacce e ssemo annati drentro ar cesso. Là, me sò fatto dà
primma li zordi, poi j’ho fatto tojie li pantaloni e quanno è entrato ner
gabbinetto ce l’ho chiuso drentro co ’a chiavve e me la sò ffilata.
Ascilto solleva il cartello su una spalla e cammina verso SX
Cor
mallopetto ciò pagato Tattiana.
Encolpio
(camminando rapidamente sul fondo
palcoscenico verso DX):
Sei propio ’n bastardo…
e poi annattene in quer modo mentre che stevamo a cconferì cor prof…
Ascilto:
(a SX con il cartello in spalla)
Oh, quello m’aveva
rotto li cojoni, co la su’ aria de supperiorità e tutte quele strunzate su
comme va er monno.
Encolpio
(avvicinandosi ad Ascilto) Per ’ntanto m’ha preso comme asistente.
Ascilto:
Cche t’à fatto?
Encolpio:
In provva, naturarmente, epperrò m’ha dato fiducia, ciò l’occasione de svortà.
Depende solo da me. Noi ciàvemo bisogno de quarcuno che te ddà fiducia, che nun
te fa sentì gnisempre e solo ’na caccola. Inzomma, ’ncomincio domatina.
Ascilto
(a SX con il cartello in spalla) A mòro, statte accuorto. Quelo è ’n paravento,
anzi me da l’iddea de esse ’n gran sòla. Siconno me te sfrutta e poi te
scarrica sanza datte ’na breccola.
Encolpio:
Ecchilo comme sei… sempre sto nicchilismo de mmerda… sempre neggativo,
distrutivo… È così che ’a ssfiga te se attracca indosso e nun te la levvi più… è deventata ’na seconna pelle pe te
ormai… Ahò, ciài trentanni, ma se pò sapé che hai fatto ne la vita tranne che
fa li movvimenti, truffà er prossimo, ubbriacatte e annà a bagasce?
Ascilto
(appoggia il cartello a terra, lato
cerchio): Si nasci co li bbuffi
comme mme,
deposita il cartello a terra
nun è facilo pe gnente
stà in sto monno pessimissimo e… io me sò arrangiato a galleggià vabbè… a tirà
a campà…
Encolpio:
Sempre la solita tirritera. Sempre corpa de l’artri… Tutte iscuse, tutti
allibi… la verrità è che tu te croggioli ner monno de li perdenti e nun fai
gnente pe uscinne… Io vojo ’ncomincià a reagì… a reagì. Armeno potrò dì che ciò
provvato.
Ascilto:
Bravo, bbravo… vòi sentitte dì che ciài raggione? … Vabbè ciai raggione,
annamosene va, tornamo a casa. (riprende
in mano il bastone del cartello)
(trascinando
il cartello e dirigendosi verso DX) Raggionatore…
Encolpio:
Casa? Vòi dì in quela topaia che m’hai spacciato pe arbergo.
Ascilto si ferma e si volta
verso Encolpio
Ascilto:
Ho cappito. Oggi te rode, nun hai trombato e vòi ’nfierì… Vabbè, tornamo tra le
panteggane, che proseguimo domane ste discusioni der zogno e der piffero.
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|
ENTRATA
TRACCIA 04/Spandau Ballet |
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EFFETTO 11.1 / lentamente il piazzato si
abbassa fino al BUIO |
|
Ascilto
esce di scena lato DX
Scena 5
“Albergo”
Encolpio- Gitone- Ascilto
![]()
A-
CAMBIO
SCENA A LUCI MOLTO BASSE
INDI lentissimo EFFETTO 12.0 /
Encolpio
si spoglia di spalle, calano i linestra spenti, vengono portati in scena lato
SX, 1 rete e 2 materassi
Ingresso
lato SX GITONE nudo che si sdraia sul letto
EFFETTO 12.1 / con lenta accensione LINESTRA intensità
media
PROIEZIONE
SU TULLE VIDEO 3 Petronio(quale notte fu mai quella…..) .
B - GITONE ED ENCOLPIO SUL LETTO
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VIA
sfumando TRACCIA 04/ Spandau Ballet |
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A
fine canzone Gitone Via PROIEZIONE VIDEO
3 Petronio |
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Encolpio dopo essersi tolto tutti i vestiti si
sdraia a fianco di Gitone Gitone seduto
sul letto inizia a cantare
C – DIALOGO DELLA GELOSIA
Encolpio:
Iere t’ho aspetato tutta la notte… ’ndo stavi? ’Ndove hai addormito?
Gitone
(ridendo e alzandosi in piedi)
Addormito? E chi ha addormito? Ma che nun ce lo sai che io la notte ce lavvoro?
Sei clientes… incasso bbono, ma gnente d’eccezziunale.
Encolpio:
Me faie murì a ricordamme ste cose… sei senza scruppòli e ssenza còre.
Gitone:
A ber pisello, nun fa ’o gnorre sstrunzo, ’o sapevvi bbene chi ssono e che
ffaccio. Io faccio ’a vita e nun t’ho mai cchiesto gnente. Sei tu che te sei
messo appresso a meco co l’arria der prencipe azzuro.
Encolpio
(che nel frattempo si è messo seduto sul
letto)
Io… io sempricemente…
te amo.
Gitone:
Embè che vor dì? Voressi che scopassi sollo cu te?
Encolpio:
Sì, sine, siiii… orcozio!
Gitone
(abbracciando e baciando Encolpio da
dietro) M’ansentilo er cavalliero sanza maccula epperò ’ngrifato… e ggià e
poi sto minchioncello comme campa? De l’ammore tuo?
Encolpio:
Sìì, te mantengo io… mo’ ciò ’n lavoro.
Gitone:
A coccobello, ma se stai ’n provva da uno che nnun sai manco si te paga e
quanno.
Encolpio:
(dopo essersi alzato in
piedi) Chi tte ’à dette ste cosacce,
Ascirto?
Gitone:
(risdraiandosi sul letto) Già, er ccompare tuo.
Encolpio
(ricominciando a vestirsi)
Chillo è ’na vippera, ’na jena, ’nzozza
tutto quelo che tocca, nun è ’n ammico.
Gitone:
Proppio no,
Encolpio:
Che vòi dì?
Gitone:
Gnente, gnente, lassamo perde.
Encolpio:
E none, primma arludi e poi t’azzitti. Nun se fà, mo’ devi parlà.
Gitone:
Mejo de no.
Encolpio:
Mo’ o parli o m’encazzo sur serio.
Gitone:
Occhèi, l’hai volluto tu… L’artro
ggiorno, tu nun c’eri, Ascirto è vegnuto in cammera, m’ha svejato e m’ha detto:
oggi vojo che fai mi’ moje. E nun scherzava, è granne e ttosto e me
minnacciava, me so’ diffeso, ho contrattrato, a la fine m’ha costretto a faje
er sucasuca aggratisse… der resto è ’na bbestia… cià ’na nerchia più grossa de
la tua.
Encolpio
(pazzo di rabbia): Qui? J’hai fatto ’na
pompa qui? Sur letto nostro?
Gitone:
E che ce potevo fà? Si no me s’enculava a ssecco.
Encolpio:
Io l’ammazzo! Quelo l’ammazzo, ’o sbuddello, ’o ssventro. A quer fijo de
puttana siffilittica er ppisello je lo tajo, quant’è overo che me chiammo
Encorpio.
Gitone:
Io ciàndrei càrmo, quello te corca a te. Ttu sei ’n zignorino appetto a lui
(oppure: un bonaccione). Lassa perde. In fonno nun è successo gnente. Io te l’ho
riccontato solo pe fatte capì che quelo te fa l’ammico davante e poi te fotte.
Ma nun è accusì che gira er monno?
Encolpio:
Appunto… quelo ’o sistemmo io…. Lo odio… lo òddio… E… magara a tte t’è puro piaciato da
sbocchinallo?
Gitone:
Ma che stai a ddì, a frescaccione?
Encolpio:
Dì la verrità, trojetto comme sei, nun averà ffatto fatica a convincerte.
Gitone (si alza minaccioso e afferra Encolpio per il
bavero della giacca)
Ma vattene affanculo… M’hai
proppio rotto co sta gellusia der cazzo… Mo’ me ne vaco e nun te vojo vedè
armeno pe ’na setimana.
D
-ARRIVO DI ASCILTO
Gitone
ed Encolpio rimangono fermi in piedi sul fondo scena mentre Ascilto entra da
SX, si toglie il cappotto e lo getta sul letto
Gitone
esce di scena lato DX
Al
lancio del cappotto EFFETTO 13.0 in 0 sec/ BUIO per qualche secondo
Scena 6
“ALBERGO”
Encolpio – Ascilto
![]()
INDI EFFETTO 1 4.0
in 0 sec
A
alla
riaccensione delle luci Ascilto è steso sul letto
Encolpio
lo rovescia violentemente e lottano furiosamente
Ascilto
blocca Encolpio a terra al centro dello spazio - dialogo alterato
Ascilto:
Ma che sei fòra de ciarvello? Ma che minchia fai? Entri de prescia e me meni a
freddo?
Encolpio:
Ttu lo sai pecché, bojiaccia ’nfame, morammazzato! Tte sei chiavato er
fiddanzatto mio!
Ascilto:
Ma che stai a ddì? Ma chi te le dicce ste fregnacce?
Encolpio:
Nun negare canaja! Gittone m’ha detto tutto.
Ascilto:
Che ta detto quer miggnottino de strada? Quelo mente comme respira.
Encolpio:
Sei tu che mmenti, che nun rispetti gnente, che tradisci li presunti ammichi.
Ascilto:
Si lo vòi sapè la storia è stata ’n’antra.
Encolpio:
Nun te vojo ssentì, pezzo de mmerda.
|
Quando Encolpio è in ginocchio EFFETTO
14.1 |
Ascilto
afferra da dietro Encolpio e lo costringe
in ginocchio)
Ascilto:
E ’nvece hai scajato,
dunquo fai pippa e me stai a ssentì.
Tre ggiorni fa a le
docce communi me stavo a lavà, quanno è arivato er Gittoncello tuo. Io me stavo
a risciacquà ’e parti bbasse, quanno lui ha sgrannato l’occhie e m’ha detto:
“Anvedi che mostro de bbatocco! Chi ssei, gionòrmese? Ciaì ’na probboscide da
liofanto intra le gambe. Pòzzo toccà?”. “Accomodate”, j’ho fatto. Quello s’è
accoccolato e co carezze e lecchingoja m'ha fatto ’n zervietto de bbocca pe
ortre ’n ora. Aoh, Subbrime. Lì ho cappito pecché te ce sei tanto affezzionato.
Ma te lo detto e rippetuto, quelo fa er mmestiere, godditelo er marchettaro, ma
nun fà l’innammurato che passi pe minchione.
Encolpio:
Nun te credo, nun te credo… (piagnucola)
mollame, mollame, me stai a spaccà li bracci.
Ascilto:
Devvi decidette:.. E alora? A chi vòi dà rretta? O sei co’ mme, che sò comm’a
te, o vai co’ le troje. Nun c’è ’na trerza via. Autte autte. ’A verrità nun
cambia a siconna de chi se lo fammette ar culo. Allora? Sto aspettà ’na
risposta. (Forza la presa.)
Encolpio
(all’apice
del dolore): Sì, sìì, sììì… te credo, te credo, te
credo… moollame, mooollame!
Ascilto
allenta la presa, poi con studiata lentezza lo libera. Encolpio ha le braccia
quasi anchilosate, si lamenta a terra
Fine lotta EFFETTO 14.2
Ascilto
(in piedi a dx spazio)
Moro, stai ’n ccampana,
che noi dovemo arimanè unniti. Noi stemo su la istessa barca. Anze, ce stevamo.
Pecché semo du’ nauffraghi de la vita… E aspettamo ’n dio, ’n mecennate, un
zant’ommo, ’na mijardaria, ’na zuperlotteria, ’nzomma ’n córpo de cculo che ce
faccia svortà… E qui più aspettamo e più sta svorta ce pare ’n mmiraggio, ’n
evvento miracculoso…
Ritorna
verso Encolpio
A me me sembra che li
miraculi nun sò de sto monno… però, comme se dichi, Encorpio: ’a speranza è l’urtima
a morì, e noi de morì nun ciàvemo nisuna fretta…
Allunga una mano ad Encolpio e
lo aiuta a mettersi seduto
anzi finché la mentula
ce funziona e ce funziona bbene, gnente pugnette… Se la volemo godè tutta sta vitaccia tradditora
e bboja.
Entrambi seduti al centro
dello spazio
Encolpio:
Ascirto. Ma siconno te, pecché a noi ce disce ssempre accusì male? Ma nun è che
quarcuno cià fatto ’na fatura?
Ascilto:
Ma ch’entenni? E poi chi ciàverebbe affatturato?
Encolpio:
Te ricordi quella vorta che semo annati a fà quelo sgobbo in quer posto a li
Castelli? Sì, in quela speccie de tempio de ’na setta de matte cor bòtto che se
chiammaveno “Le fije putte de Priapo”. E nun solo javemo svaliggiato ’a cassa, ma l’avemo ’nterrotte ner ber mezzo de quel trojaio d’assatanate
che ccantaveno ’n coro e ’ntanto se ’nfilaveno quer popò de cazzi de plashtica
de mezzometro in de la fica?
Ascilto
(ridendo): Che spettacolo! Che
spettaculo ossceno. Enbè?
Encolpio:
M’hanno detto che quelle sò de le vere stregghe. Quelle te fanno ’e
maleddizzioni, intruji, spilloni, robbe vuddù da nun sscherzacce troppo.
Ascilto:
Ma mica me vorrai dì che credi a ste panzane, a ste diccerie, a ste
superstizzioni da popolino basso? … Tu, ’n intellettualo?
Encolpio:
Ciài poco da pijà pe cculo. Ce sò più cose tra ’a terra e er cielo de quele che
me pò spiegà la tu’ fillosofia matterialista laica e llaida.
Ascilto:
Anvedi comme sei inspirato, stasera mme citi puro er bbardo arbionnico. Mò nun
te chiammerai più Encorpio e t’apprisenterai comme er sor Amreto?
Encolpio:
Ma come abbassi gnisempre tutto ar tu’ livello che è, appraticamente, rasotera.
Ma comme fai a nun capì che c’è un monno ’nvisibile che è mórto più granne e ’mportante
de quello visibbile. L’unniverso è ’n murtiverso, ce dicono l’astrommini, sto
cosmos è ’na compriccazzione de dimmenzioni de cui noi nun sapemo ’n baffo, né
da dove venimo né ’ndove annamo. Qui annaspamo comme ciecchi in su l’abbisso,
semo guvernati dar misterio. Se pocopoco capischi questo, quarche ddubbio te ce
lo fai venì.
Ascilto:
E a che te sserve?
Encolpio:
A nun vive comme ’n animalo. A deventà finarmente ’n ommo… zapiens zapiens
overo. Dubbito ergo summe. Ricordatello.
Ascilto:
Vabbè, vabbè medditerò. Stanotte me farò vennire l’uzzolo der caccadubbi … Daje,
dai, s’è fatto tarde,annamo a nanna.
Encolpio:
Sì, a nanna, che dommani è ’nantro ggiorno.
Ascilto:
Dommani è ’nantro giorno e se vedrà… Ma che se vederà?… Comme nun
zapessimo li ggiochi tarocchi de sto
monno che nun cambia mai… comme che d’è che facevva quer sonetto? Quelo de
Peppe er tosto?
|
Inizio sonetto “Vedi mai nove o dieci cor palosso” EFFETTO 15.0 |
Ascilto :
“Vedi mai nove o dieci
cor palosso
Attorno a un ber
cocommero de tasta,
Che inzinamente che ce
sii rimasta
‟Na fetta da
spartì,
Insieme:
taja ch’è rosso?
Ascilto :
Accusì
er monno. È tanto granne e grosso E a nove o dieci Re manco j’abbasta. Oggnuno
vò er zu’ spicchio, e ppoi contrasta Lo spicchio der compagno e je dà addosso.
E lèvete gli scrupoli
dar naso
Che noi c’entramo per
un cazzo: noi Semo monnezza che nascemo a caso.
Ar piuppiù
ciacconcedeno er ristoro
De quarche sseme che je
casca, eppoi
N’arivonno la mànnola
pe lòro.”
2
FINALE
- Encolpio e Ascilto restano
immobili guardandosi
![]()
ENTRATA TRACCIA 06/
Percussioni / CAMBIO SCENA
“Progetto Satyricon”: una
immagine dalla scena del bordello
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