NOTE STRETTAMENTE PERSONALI SUL LIBRO “NELLA PALUDE DEL PADRE” DI ERALDO AFFINATI di Marco Palladini 1 ► Ho conosciuto Eraldo Affinati a un dipresso una quarantina di anni fa. Erano gli anni Ottanta dello scorso secolo e scrivevamo ambedue sul quotidiano comunista Paese Sera, io in qualità di redattore della pagina Spettacoli ed Eraldo come collaboratore della pagina Cultura. E fin dai suoi primi articoli compresi subito che Affinati non era soltanto un giovane, nuovo e ben provveduto critico letterario, ma era già uno scrittore. Eraldo non scriveva in ‘critichese’, cioè in un linguaggio per addetti ai lavori che si intendono e si parlano soltanto tra di loro. Lui aveva un linguaggio quasi epico, eroicizzante, spumeggiante di metafore a cascata già come un’avventura letteraria galvanizzante e che eccitava la mente di un lettore. Debbo dire che, fin da allora, senza sapere nulla di lui, tranne che appartenevamo ad una medesima fascia generazionale dei nati i...
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Abitando l’ombra di Alejandra Pizarnik di Marco Palladini è raro imbattersi in testi così consustanziali all’oggetto della loro scrittura come Tu volevi solo ardere – Lettera a Alejandra Pizarnik (Les Flâneurs Edizioni, 2026) di Ilaria Palomba. La quale ha concepito un libro-epistola (corredato da una prefazione di Sandro D’Amico e da un racconto terminale di Mariella Soldo) in cui si rivolge alla grande poetessa argentina, morta suicida a 36 anni, assumendo il ruolo della sua Ombra, ossia del suo doppio. Infatti, questo testo si potrebbe anche intitolare, artaudianamente, “La poeta e il suo doppio”, considerando pure che Pizarnik è stata traduttrice di Artaud, autore dell’eccesso poetico-teatrico per più versi consentaneo a lei. E del resto, mi pare che Tu volevi solo ardere potrebbe tramutarsi, con un adeguato adattamento, in un travolgente monologo teatrale. In ogni caso il libro di Palomba mi sembra collocarsi ...